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Verde Immanente

25 Settembre 2020 @ 18:30 - 20 Ottobre 2020 @ 18:30

Verde Immanente 2020
Roman Beatrice Mihaela – (Barlad, 1971, Romania) – Cromodinamo manifestazione vegetale – Acrilico su tela – 100x50cm. Gli spazi vegetali accoglienti la presenza antropica di un essere psichico manifestano la propria presenza in un determinato ambiente totalmente differente da quello artificiale, prodotto dall’operosità dall’ingegno umano, rappresentando, pertanto, per alcuni soggetti, una fonte d’ispirazione unica per elaborare un oggetto d’arte, composto da forme e colori modificati in base ai gusti personali di un artista, il quale concorre, in virtù delle sue referenze stilistiche, a creare degli oggetti originali che possono avallare dei particolari cromoformali che si distinguono da quelli caratterizzanti gli oggetti comuni, poiché questi ultimi sono finalizzati solo ad assolvere a delle funzioni pragmatiche di mero e puro utilizzo allo scopo di soddisfare delle necessità umane. L’artista, Roman Beatrice Mihaela, si avvale di colori acrilici verdi che fissa su una superficie quadrangolare di matrice geometrica euclidea, costituita da una tela bianca. La gestualità aniconica della suddetta pittrice si riflette sulla superficie della tela tramite le striature di colore verde in via di autosfaldamento cromatico, che s’impongono, con intransigenza, nella mente contemplante di un soggetto psichico che osserva il quadro della pittrice medesima. La gestualità ossessiva e meccanicizzata di Roman Beatrice Mihaela è atta a concepire, mediante l’impiego di spatole e delle sue dita intrise di colore verde, un’opera d’arte incarnante totalmente la testimonianza della sua presenza nel mondo fenomenico, giacché un oggetto artigianale contiene tracce ben definite del suo stato emotivo e della sua esperienza che determinano il suo percorso di vita sulla Terra contraddistinta da forme e da colori naturali, i quali possono molte volte ispirare un artista dislocato in un determinato ambiente naturale, accogliente la sua presenza. L’esistenza del mondo in tutte le sue manifestazioni, viceversa, esercita una forza d’urto notevole sull’artista, dove le forme e i colori naturali che comprendono gli oggetti volumetrici e tutte le creature riescono a suscitare, nello spirito di quest’ultima, delle sensazioni intime particolari, causate, per l’appunto, dalla realtà fisica, la quale è capace di avere un forte impatto sulla sua mente contemplante, in ragione di ciò ella riesce a sviluppare, grazie all’esercizio sistematico di realizzazione dell’oggetto d’arte, una grande varietà di forme e colori completamente differenti da quelli che si trovano in natura, perché soggettivizzati, e, per l’appunto, mai oggettivizzati, con l’obiettivo di esprimere il suo giudizio riguardo un mondo che non le appartiene. La pittrice, infatti, si ritrova proiettata in una dimensione terrena con cui non s’identifica, e il suo stato d’insofferenza nei suoi confronti comporta perciò l’utilizzo della forma d’arte per elaborare delle immagini e dei colori che non denotano l’ordine ontologico degli oggetti o dei soggetti caratterizzanti il mondo fenomenico, bensì ella vuole, mediante la sua gestualità ossessiva e dinamica, ricreare un suo mondo soggettivizzato per contrastare quello esteriore che s’impone, inesorabilmente e senza alcun preavviso, alla mente contemplante di tutti gli esseri animati che si ritrovano sbalzati in esso senza il loro permesso, giacché tutto è stato deciso da altri loro simili, antecedentemente alla nascita dei primi, negli spazi ontologici della realtà fisica. L’opera è completamente ricoperta dalle composite striature irregolari dei colori acrilici, i quali, dopo essere stati rimaneggiati, a più riprese, dalle spatole, nonché dalle dita della pittrice, una volta asciugati, assumono delle impostazioni cromoinformali che emergono a meno della metà della superficie della tela. Infatti, la materia dei colori rivela al tatto umano delle asimmetrie e delle rugosità, percepibili, per l’appunto, sia da parte dell’artista sia da qualsiasi altro individuo. I chiaroscuri sono originati dalla consistenza massiva del colore verde, che, posizionato in un punto specifico sulla superficie della tela, mostra la dinamoinformalizzazione cromatica di ogni striatura realizzata dalle multiformi spatolate e dalle dita intrise del colore medesimo, giacché i passaggi chiaroscurali che si configurano in striature monocromatiche danno luogo a una forza immanente che, pertanto, introduce l’opera stessa all’interno dei canoni del biditridimensionalismo illusorio iconografico. Ciò è ravvisabile nei soggetti psichici molto sensibili e nell’artista che realizza l’opera in questione. La velocità che fa da contrassegno alla gestualità della pittrice denota una forza aniconica emanata dall’oggetto artistico attraverso delle forme e dei colori che prevalgono nella sua mente e che sono presenti, perciò, nella sua ricerca artistica, dacché la pittrice stessa predilige avvalersi dell’arte come valvola di sfogo per esprimere una vivacità che non vuole essere offuscata dalla prigionia della forma iconografica, fortemente presente in tanti artisti che non rispecchiano il suo stile di pittura informale e istintiva.
© Copyright 2020 Critico d’arte: Gianfranco Pugliese

Dettagli

Inizio:
25 Settembre 2020 @ 18:30
Fine:
20 Ottobre 2020 @ 18:30
Categoria Evento:

Luogo

Quadratum Art Gallery
Via Attio Labeone, 15
Cinecittà, 00174 Italia
+ Google Maps

Dettagli

Inizio:
25 Settembre 2020 @ 18:30
Fine:
20 Ottobre 2020 @ 18:30
Categoria Evento:

Luogo

Quadratum Art Gallery
Via Attio Labeone, 15
Cinecittà, 00174 Italia
+ Google Maps